Il sito archeologico di Fontiloro
Il sito archeologico di Fontiloro, nel comune di Vejano, si trova in una valle profonda, delimitata a nord dal monte Paganello e a sud-ovest dal monte Cuoco, mentre ad est scorre il fiume Mignone. Quest’area era già conosciuta per diverse tracce etrusche e romano-etrusche documentate, inclusi insediamenti lungo il Mignone come Alteto, Torre dell’Ischia e Castellinone. Tra queste, la necropoli etrusca della Castellina spicca per la sua importanza, insieme a un monumento rupestre dedicato probabilmente alle divinità celesti, collegato agli altari etruschi “da fuoco”.
Un diverticolo basolato della Via Clodia raggiungeva direttamente Fontiloro, a dimostrazione della sua rilevanza strategica. Gli scavi, iniziati nel 1991, hanno rivelato le fondamenta di una villa del I-II secolo d.C., costruita su terrazze, come tipico delle ville a blocco. La presenza di sorgenti sulfuree ha fatto ipotizzare l’esistenza di terme, confermata dal ritrovamento di canalette e una grande vasca.
Durante gli scavi sono stati recuperati molti reperti, tra cui frammenti di lastre architettoniche, vasi aretini, serrature in bronzo, lucerne e attrezzi domestici. Attualmente, questi reperti sono conservati nei magazzini della Sovrintendenza Archeologica di Roma, in attesa di ulteriori studi e del completamento della campagna di scavo.
Fontiloro, con la sua ricca storia, fu un centro attivo sia per la vita religiosa che sociale, anche se le informazioni storiche sulla zona di Vejano rimangono scarse fino al Medioevo. Solo nel 1012 viene citato il sito fortificato di Alteto, senza alcuna menzione di Vejano.
Nella foto di copertina, tratta dal volume “Vejano tra storia e natura” di F. Pietrini e S. Buono, un’anfissa fittile.

