Origini del nome e storia antica di Vejano
Le prime notizie documentate su Viano, oggi Vejano, risalgono al 1213. Da quel momento, molte fonti storiche hanno raccontato la sua storia, spesso legata a transazioni tra famiglie nobili che si alternavano nel possesso del territorio, ottenuto a volte attraverso guerre o concessioni per meriti.
Tuttavia, il periodo fu segnato anche da eventi catastrofici, come epidemie di peste e terremoti, che minacciarono l’esistenza stessa della comunità. Tra le famiglie più importanti che governarono Viano dal 1213 al 1465 figurano i Vico e gli Anguillara. I Vico dominarono per quasi due secoli, ma la loro supremazia terminò in una delle frequenti guerre nobiliari dell’epoca, spesso scatenate dall’insoddisfazione del papato, che interveniva per favorire famiglie a lui vicine o per espandere il potere dello Stato della Chiesa.
Nel 1435, dopo la decapitazione di Giacomo Vico, i loro possedimenti, incluso il feudo di Viano, passarono agli Anguillara, allora alleati del papa. Tuttavia, il dominio degli Anguillara fu breve: gli abusi dei figli di Everso II contro i loro nemici Vico portarono alla scomunica della famiglia e alla confisca dei loro beni, che furono successivamente acquisiti dalla Camera Apostolica.
Dopo essere stati acquisiti dalla Camera Apostolica, i possedimenti del Feudo di Viano furono venduti diverse volte tra il 1465 e il 1493, passando per le mani delle famiglie dei Rovere, dei genovesi Cibo e infine degli Orsini. Quest’ultima, con l’acquisizione del feudo nel 1493, rafforzò ulteriormente il proprio potere politico-militare. Tuttavia, le tensioni con il papato costrinsero gli Orsini a cedere Viano alla famiglia Santacroce, come ricompensa per servizi resi.
Con i Santacroce, Viano visse una fase storica significativa, tanto che lo stemma del paese è ancora legato a questa famiglia. L’espansione economica dell’epoca fu favorita da eventi globali come la scoperta delle Americhe e la minore attenzione del papato per i feudi locali. I Santacroce approfittarono della situazione, promuovendo nuove costruzioni, sia private che pubbliche, tra cui il Sacello Funerario della famiglia, attribuito alla scuola Sangallesca, ancora oggi ammirabile.
Verso la fine del XIX secolo, precisamente nel 1872, un avvenimento significativo segnò la storia di Viano, ora Vejano, a seguito dell’unità d’Italia e della conquista di Roma da parte dei Savoia. Una delibera del Consiglio Comunale, approvata dalla Prefettura, portò a un Regio Decreto nell’agosto dello stesso anno, che sancì il cambio del nome da Viano a Vejano. Questo passaggio fu motivato dalla necessità di evitare disguidi postali.
Il cambiamento del nome rappresenta, secondo l’opinione di chi scrive, uno dei momenti più significativi per il paese. Infatti, è facile immaginare il malcontento dei Vejanesi di oggi quando il nome “Vejano” viene scritto senza la “i lunga”, e altrettanto si può supporre la sensazione di perdita e smarrimento provata dai Vianesi dell’epoca, nel vedere svanire la loro identità storica, che aveva contrassegnato la loro storia come “capitale” di un feudo.
La storia del feudo si chiuse definitivamente all’inizio del 1900, quando i possedimenti degli ultimi “Signori di Viano” furono acquistati dall’allora appena nata Università Agraria di Vejano e da alcuni membri della borghesia locale. Questo passaggio segnò la conclusione dell’era feudale, sotto la gestione degli Altieri, e l’inizio di una nuova fase per la comunità, in cui la nobiltà lasciò spazio a una nuova forma di governance e sviluppo economico, radicando ulteriormente Vejano nella sua identità attuale.
Foto di copertina di Flavia Rossi.

